Forum per un "Congresso della Sinistra" ... sempre aperto

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 Oggetto del messaggio: Diario della caduta di un regime.
MessaggioInviato: 13/12/2014, 16:20 
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Non so se avrò il tempo di seguirlo tutti i giorni. Comunque ci proverò.

Perché : Diario della caduta di un regime.

Perché il fatto accaduto a Roma il 2 dicembre scorso, a mio avviso è paragonabile a quanto accaduto nella Prima Repubblica il 17 dicembre 1992. A Milano veniva arrestato Mario Chiesa per le tangenti del Pio Albergo Trivulzio. Bettino si affrettò a tambur battente a definire Chiesa “un mariuolo”, nella remota speranza di poter allontanare dal Psi ogni credenza di collusione tangentizia. Ne aveva ben donde, perché nei mesi successivi emerse che nell’ufficio milanese di Bettino venivano portate quotidianamente borsate e carrettate di tangenti.

Sappiamo che alla fine non andò così, come si augurava Bettino. L’arresto di Mario Chiesa, che in quei giorni sembrò in prima battuta un normale arresto di routine di quei tempi, in pratica invece segnò l’avvio di Mani Pulite con la conseguente caduta finale del regime della Prima Repubblica.

Mafia capitale, mi sembra che anch’esso assuma la valenza di un caso politico – giudiziario molto simile e che alla fine porterà alla caduta della seconda Repubblica. Anche perché a mio avviso, il caso romano comporta responsabilità enormemente maggiori di quelle del caso di Mario Chiesa. Con un sistema mafioso alle spalle in cui non potevano rimanere estranee le mafie costituzionali del Bel Paese.

Non a caso ieri il Fatto Quotidiano riportava un commento della corrispondente del NYT, in cui sosteneva che non vede in Italia la possibilità di portare a termine le riforme. Il caso Roma si può verificare in ogni parte d’Italia. Come fai a dargli torto?


Ultima modifica di camillobenso il 14/12/2014, 7:55, modificato 2 volte in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Diario della caduta di un regime.
MessaggioInviato: 13/12/2014, 17:12 
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C’è poi una differenza sostanziale tra questi tempi e quelli di Mani Pulite. Allora non era in corso una crisi Occidentale di queste dimensioni. E che nessuno è in grado di risolvere. Come succede poi in certe strettoie della storia, alla grande crisi economico – finanziaria – produttiva ed occupazionale abbiamo a che fare congiuntamente con una fortissima crisi politica, etica e morale che gli altri Paesi dell’Unione non portano con sé come bagaglio appresso.

Nel luglio del 2011, iniziai sul forum di Gianni, un thread dal titolo: “La guerra civile in Italia”. La motivazione di quel 3D era quella di segnalare che qualcosa di pericoloso stava accadendo nel nostro Paese e che un forum politico era il luogo più adatto per aprire un confronto di opinioni. Sono anche certo che più di un forumista dell’epoca mi abbia preso per matto, o per lo meno del catastrofista, come fanno di questi tempi alcuni amici delle Brigate renziane che non vogliono vedere perduta la possibilità della grande primavera di bellezza promessa dal cantastorie fiorentino.

Una cosa però è certa, ho sbagliato i tempi perché prima che i tricolori capiscano cosa sta succedendo ne passa del tempo. Oggi non saprei dire se stiamo andando incontro ad una sollevazione, ad una rivoluzione (poco adatta all’indolenza tipica degli italiani), ad una dittatura, all’arrivo della signora Troika.

Quello che però so con buona certezza, è che è maturata in molti la convinzione che siamo di fronte ad una situazione di forte stallo dove anche con la maggior buona volontà possibile ed immaginabile, non si vede la via d’uscita. Il buio oltre la siepe.

Oddio, personalmente so qual’è la via d’uscita in questi casi, ma cerco di tenermela per me anche perché l’ho sperimentata di persona. Perché non mi piace, perché va contro alla mia filosofia di vita, al mio credo.
Perché va contro i miei principi dove come Churchill credo che la democrazia sia il peggior sistema politico conosciuto, ma che rappresenti ancora oggi il miglior sistema di convivenza possibile sin qui esplorato tra tutti quelli sperimentati.

A nessuno credo che piaccia sbagliare o commettere errori. Neppure al sottoscritto. Ragion per cui vi invito ad esporre via via che passano i giorni le vostre convinzioni/osservazioni, anche le più spietate, al fine di cercare di sbagliare il meno possibile io e tutti quanti.

Grazie.


Ultima modifica di camillobenso il 14/12/2014, 7:58, modificato 2 volte in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Diario della caduta di un regime.
MessaggioInviato: 13/12/2014, 18:12 
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Da queste parti, da parecchi mesi mi è difficile scambiare opinioni di merito sui talk andati in onda il giorno prima. Sono rimasto l’unico pirla, come si dice da queste parti, a vedere i talk più passabili. Tutti gli altri indigeni hanno un grande rigetto in merito. Devo prendere atto però che questo rifiuto è a carattere nazionale. Con la ripresa della nuova stagione a settembre l’audience è crollato di colpo, impensierendo tutti i gestori di Tv ed in modo particolare Cairo, patron della 7.

In effetti i camerieri e le cameriere dei vari partiti hanno stancato il pubblico italiano in quanto alla fine si è accorto che questi attori di quarta categoria vanno in televisione solo per raccontare balle su balle nella convinzione certa che gli italiani siano dei bambinoni scemotti.

In effetti è anche vero, perché per vent’anni abbiamo assistito alle prodezze del miglior racconta palle della galassia, senza battere ciglio.

Ve lo ricordate Silvietto davanti ai cartelloni di Porta a Porta, in cui raccontava con sufficiente convinzione che lui e la sua banda di “mal tra insema”, avrebbero completato la Salerno –Reggio Calabria?

Dopo vent’anni quell’autostrada non è stata ancora completata mentre Silvietto spera ancora oggi in un miracoloso rilancio promettendo dentiere e cateteri gratis per tutti.

Certo che un attestato di merlite acuta a quel 14% che ancora oggi lo sorregge e venera non può e non deve essere negato.

Con una certa dose di masochismo ho cercato in questi mesi di ascoltare i talk, azzerando l’audio quando si presentava Renzie e la sua corte dei miracoli, con il preciso intento di capire attraverso le parole dei politicanti attori, e dei servetti al seguito nel settore media, quando sarebbe avvenuto il crollo della Seconda Repubblica.


Quel tempo è arrivato, e i pessimi attori stanno cercando di instillare nei “bambinoni scemotti”, l’idea che tutto va ben madama la marchesa, e che il putto fiorentino farà una serie di miracoli a breve che ci strabilierà tutti quanti.

Solo però che questi tempi corrispondono anche a quelli della Torre di Babele, dove nella credenza giudaico cristiana, Dio confuse le lingue tra tutti i costruttori della ben nota torre, perché avevano osato ad avvicinarsi a Lui.

Anche oggi il nostro intendere è assai confuso anche se parliamo la stessa lingua. Non ci intendiamo più anche nei casi di diffusa sofferenza.

Per la cronaca, le Brigate renziane hanno preso il posto dei berluscones di nostra conoscenza. Gli alberghi sono pieni, le strade sono piene di traffico, i supermercati sono pieni. Tutti lavorano, magari in nero, e i dati dell’Istat sono falsi.

In altre parole la crisi con l’Immacolata concezione di Rignano sull’Arno non c’é. Non può esistere, la vedono solo i gufi e i catastrofisti antirenziani.

Ed ecco che all’ombra della Torre queste teorie demenzial popolare vengono smentite dai fatti.

La settimana scorsa mi aveva colpito non poco la notizia che in Grecia, sono in molti a non ritirare i loro morti in ospedale perché non hanno i soldi per il funerale. Solo gli idioti possono non capire a quale grado di povertà è giunta quella nazione.

Ma una notizia similare era presente ieri sera sulla prima pagina del Corriere.it. Anche da noi da un mese una giovane madre italiana non ritira il corpicino del suo piccolino morto perché non ha i soldi per il funerale.

Cosa dovremmo pensare a questo punto?

^^^^^^^^


In aggiunta:

DIRITTI
Bergamo: caro Gori, aiuti questa famiglia a seppellire il figlio
di Luca Faccio | 12 dicembre 2014

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12 ... o/1270456/


Ultima modifica di camillobenso il 13/12/2014, 18:44, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Diario della caduta di un regime.
MessaggioInviato: 13/12/2014, 18:44 
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Aspettando i barbari
di Kostantinos Kavafis

«Sull’agora, qui in folla chi attendiamo?»
«I barbari che devono arrivare»
«E perché i senatori non si muovono?
Che aspettano essi per legiferare?»
«E’ perché devono giungere, oggi, i Barbari.
perché dettare leggi? Appena giunti,
i Barbari, sarà compito loro »
«Perché l’Imperatore s’è levato
di buon ora ed è fermo sull’ingresso
con la corona in testa?»
«E’ che i Barbari devono arrivare
e anche l’Imperatore sta ad attenderli
per riceverne il Duce; e tiene in mano
tanto di pergamena con la quale
offre titoli e onori»
«E perché mai
sono usciti i due consoli e i pretori
in toghe rosse e ricamate? e portano
anelli tempestati di smeraldi,
braccialetti e ametiste? »
«E’ che vengono i Barbari e che queste
cose li sbalordiscono»
«E perché
gli oratori non sono qui, come d’uso,
a parlare, ad esprimere pareri?»
«E’ che giungono i Barbari, e non vogliono
sentire tante chiacchiere»
«E perché sono tutti nervosi? ( I volti intorno
si fanno gravi ). Perché piazze e strade
si vuotano ed ognuno torna a casa?»
«E’ che fa buio e i Barbari non vengono,
e chi arriva di là dalla frontiera
dice che non ce n’è neppure l’ombra»
«E ora che faremo senza Barbari?
( Era una soluzione come un’altra,
dopo tutto… )».

(traduzione di Eugenio Montale).


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 Oggetto del messaggio: Re: Diario della caduta di un regime.
MessaggioInviato: 13/12/2014, 21:37 
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In settimana è tornato il fantasma della buonanima del conte Max. Apprendiamo dai media che ha alzato la voce con Del Rio:

Riforme, scontro nel Pd. Delrio: "Se la minoranza vuole il voto, lo dica". D'Alema: "Non minacci i parlamentari"
La Repubblica‎ - 2 giorni fa
Ed scontro aperto fra i due 'big' Graziano Delrio e MassimoD'Alema. Il primo condanna lo ...
http://www.repubblica.it/politica/2014/ ... 102636834/

^^^^^

Poi ieri il conte Max mette in atto una delle sue solite furbate. Si mescola alla manifestazione sindacale sostenendo che doveva andare ad un convegno (versione Tg di ieri sera). Come dicono a Milano, “Se la va la g’ha i gamb”, "Se và ha le gambe", ma in senso traslato vuol dire: "se mi riesce, l'ho azzeccata, sono fortunato".

Guarda caso doveva passare proprio da quelle parti proprio in quel momento. In questo modo il conte Max voleva farsi propaganda gratuita verso quell’elettorato di sinistra del mondo del lavoro, senza partecipare alla manifestazione. Passavo di lì per caso. Invece la reazione è stata per lui inaspettata. La piazza si è rivoltata.

Scrive Paola Zanca su Il Fatto:
D’ALEMA, FISCHI E INSULTI BARI LO CACCIA DALLA PIAZZA
13/12/2014 di triskel182

E all’interno:

“VENDUTO”, “LURIDO”, “PAGLIACCIO”: I 350 METRI PIÙ LUNGHI DEL LÍDER MÁXIMO.
“Basta rubare”, “Vai via”, “Pezzi di merda”. Usano il plurale, sono fischi rivolti all’intera categoria. “Venduto”, “Siete dei porci”
“Massimo, cammina”, gli suggeriscono. “Fermati!”, urla invece uno dei contestatori. “Bastardi”, si sente ancora.
“Ci avete lasciato nella merda”, “Vergognatevi”,
"Siete quelli che hanno affondato l’Italia”.
"Noi ci dobbiamo fare un culo così per arrivare a fine mese”, “Ci hai condannato a morte, bastardo”.

Il conte Max non aveva ancora capito in questi anni quale tipo di rottura si era verificato tra il mondo del lavoro e la classe dirigente del Pd. Era convinto che con le solite quattro fregnacce, e in questo caso con la sola sua presenza fisica tutto potesse ricomporsi come d’incanto.

L’impressione che se ne ricava è che la vecchia classe dirigente ex Pci, Pds, Ds, sia intenzionata a riprendersi il Pd mettendo fuori gioco il putto fiorentino.

E’un calcolo politico sbagliato, perché la rabbia del mondo del lavoro è rivolta proprio a loro che in questi anni hanno completamente dismesso la rappresentanza del mondo del lavoro in Parlamento.

La disfatta de l’Armèe Brancaleon della ex sinistra del Pd, che Bersani insiste ancora oggi a chiamare “la ditta” la si vede ancora in questi giorni nel continuo “Vorrei e non vorrei”, nelle indecisioni continue.


Riforme, minoranza Pd lascia la commissione
Dopo una giornata di tensioni, i dissidenti si fanno sostituire “per non votare contro”. Lega e M5S fuori
Domenica assemblea con relazione del premier. Ma la resa dei conti è posticipata al dopo-Napolitano

Politica & Palazzo
Fuori, dentro e poi ancora fuori. Al termine di una giornata di tensione i “dissidenti” Pd hanno chiesto la sostituzione in Commissione Affari Costituzionali per non mandare “sotto” il governo. “Tanto i voti ce li abbiamo lo stesso”, replica l’esecutivo. Civati torna ad avvertire: “Se Renzi continua così, nascerà un nuovo partito
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/12 ... e/1271690/

^^^^^^

•VIDEO – CIVATI MINACCIA SCISSIONE: “SE RENZI CONTINUA COSI’ NASCERA’ NUOVO PARTITO A SINISTRA”
http://tv.ilfattoquotidiano.it/2014/12/ ... ra/322286/

Mentre D’Attorre al Tg della 7 annuncia l’esatto contrario, che non ci pensa nemmeno a lasciare il Pd.

Ma questi pensano veramente che il Pd possa ricomporsi sotto la guida della vecchia classe dirigente dopo quello che hanno combinato?

Ieri Bersani si è messo a sfogliare la margherita, seguito anche dal sempre incerto Damiano.

Si sono astenuti dal partecipare allo sciopero generale. Che cosa hanno voluto dimostrare con lo stare con un piede dentro ed uno fuori?

Ma veramente credono che riprendendosi il partito possono combinare qualcosa con il discredito che si ritrovano addosso?

Ma veramente possono pensare che la ditta che è stata estromessa un anno fa non sapesse proprio niente di quello che accadeva nel Pd romano di Mafia capitale?

Qualche bamboccione scemotto si è svegliato e le fiabe che raccontano da anni non sono più credibili.

Soprattutto se qualche bamboccione indossa la felpa della FIOM.


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 Oggetto del messaggio: Re: Diario della caduta di un regime.
MessaggioInviato: 14/12/2014, 0:08 
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Il Pd è una pentola in continua ebollizione surriscaldato dalle lotte di potere interne che ci ricordano tanto la vecchia Dc.

A Bologna Civati rilancia l’idea dell’Ulivo. Potrebbe essere una soluzione per fare ripartire la sinistra.

DISSIDENTI
Civati ha il suo programma ma non il suo partito
All’indomani dello sciopero generale il deputato Dem lancia il suo decalogo per unire la sinistra nel mome dell'Ulivo. Di scissione però ancora non si parla, anche se i vendoliani scommettono che arriverà con l'anno nuovo


Leggi:
viewtopic.php?f=2&t=970&p=35274#p35274


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 Oggetto del messaggio: Re: Diario della caduta di un regime.
MessaggioInviato: 14/12/2014, 9:59 
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Dalle colonne del Corriere della Sera apprendiamo che il piccolo Duce Farfallon pretende lealtà.

La lealtà la si conquista, anche se in questa fascia di terra a forma di stivale pullulano i voltagabbana e i traditori a buon mercato.


L’APPUNTAMENTO
Renzi al Pd: basta, pretendo lealtà
Resa dei conti in assemblea



Leggi:

posting.php?mode=edit&f=2&p=35275


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 Oggetto del messaggio: Re: Diario della caduta di un regime.
MessaggioInviato: 14/12/2014, 21:21 
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Questa classe politica sta devastando tutto. La stanchezza di un’intero popolo si è fatta sentire all’inizio della nuova stagione televisiva 2014-15, quando ha deciso di non ascoltare più i talk politici. A La7 il colpo si è fatto sentire perché ha puntato parecchio su questi talk. Ad Omnibus, il veterano dei talk politici mattutini, inizia alle 07,56, che trasmette anche al sabato e alla domenica, si sente la differenza della qualità delle puntate di fine settimana perché è assente la classe politica. I politici sono assenti da Roma, e per fortuna non invitano i romani. La qualità del dibattito e delle informazioni si alza.

Oggi, purtroppo, c’era l’assemblea del Pd, e di conseguenza ci stavano i politici.

Ma al di la di questo, sono emersi alcuni dati a cui non si può prestare attenzione.

1) Federica Fantozzi, ex Unità, ha annunciato che starebbe arrivando una bolla come quella del 2008.
Non ci siamo rimessi dalla prima, figuriamoci se ne arriva una seconda in piena crisi. Già la questa benedetta bolla era stata preannunciata nell’estate scorsa dall’economista Loretta Napoleoni. Si vede che ci stanno soffiando dentro ancora per benino.
2) Fa invece riflettere l’annuncio del Prof. Giulio Sapelli, che di solito è uso a pesare le parole, circa la previsione dell’economista made in Usa che oggi va per la maggiore, che pronunciandosi sulla crisi europea prevede una deflazione millenaria. Millenaria mi sembra un’esagerazione, ma che possa durare ancora per molti anni, per via della presenza di un parco di attori politici di qualità scadente, questo è piuttosto credibile. Anche perché la popolazione dell’Unione nel caso specifico assomiglia molto a quella italiana.
3) A pancho raccomando di non perdersi la parte che tratta le cooperative. Il Prof. Sapelli ha un’inquadratura di riferimento ben precisa su cosa dovrebbero essere, in teoria, le cooperative, forma organizzativa prevista dalla Costituzione. Altro invece è quello che gli uomini sanno trasformare pro domo sua rispetto alle idee originali.

http://www.la7.it/omnibus/rivedila7/omn ... 014-143254


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 Oggetto del messaggio: Re: Diario della caduta di un regime.
MessaggioInviato: 14/12/2014, 22:01 
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Alla Gabbia, La 7, stanno intervistando Antonio Mancini, della banda della Magliana. Mancini sostiene che Carminati prenda ordini dalla cupola, da un burattinaio della cupola. Una cupola formata da politici, imprenditori, servizi segreti.
Personalmente lo ritengo credibile, perché so che funziona così. Gli uomini si organizzano in questo modo.

Oggi anche Furio Colombo, sul Fatto, si pone la stessa domanda.

Per anni, dai tempi di Andreotti, la Procura romana è stata definita, a ragione il porto delle nebbie. Anche in pieno Mani Pulite.

Poi ti arriva da fuori un Pignatone e nella cloaca romana si apre una falla. Questo non può non far riflettere.

Alla grande quantità di crisi contemporanee di cui siamo vittime, dobbiamo aggiungere anche quella della magistratura.


^^^^^^^^^^^^

I MANDANTI DEL MONDO DI MEZZO
(Furio Colombo).
14/12/2014 di triskel182

Carminati non basta Chi dirige Mafia Capitale?.

Leggi:
viewtopic.php?f=2&t=978&p=35284#p35284


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MessaggioInviato: 14/12/2014, 22:57 
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PRIGIONIERI DEL SISTEMA


Alla fine comandano sempre gli stessi e la domanda sorge spontanea: “Ma cosa serve andare a votare?”

Venerdì scorso incontro per strada un amico che deve andare in tintoria e mi chiede di accompagnarlo, così possiamo chiacchierare. La tintoria è di proprietà di un vecchio compagno di scuola ancora in attività. Soliti convenevoli e poi arriva la solita domanda classica: “Come và?” Io ho risposto a questa domanda come faccio con tutti da almeno trent’anni: “Io faccio finta che vada bene”.

E lui risponde: “Io vado bene, perché tutti i problemi, sociali, politici, ecc, me li faccio scivolare sopra”.

Che abbia ragione lui???

^^^^^^^^^

GIUSTIZIA & IMPUNITÀ
Mafia Capitale: questo sistema serve alla politica
di Bruno Tinti | 13 dicembre 2014


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