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Autore Messaggio
MessaggioInviato: 21/06/2015, 21:41 
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Iscritto il: 11/03/2012, 22:41
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APPUNTI PER UN PROGRAMMA COMUNE DELLE SINISTRE ITALIANE , ALTERNATIVO AL NEOLIBERISMO
Parte 1A

Riflessioni su AUGUSTO GRAZIANI : LO SVILUPPO DELL ' ECONOMIA ITALIANA
Dalla ricostruzione alla moneta Unica.

Dalla Teoria dei Bisogni alla Pianificazione/Programmazione Economica.


L' euro ormai è arrivato alla fine, la fine di un ventennio .
Il manuale di augusto graziani con linguaggio semplice ma tecnico scientifico ricostruisce le fasi storiche che hanno preceduto la moneta unica e come si è arrivati alla moneta unica.

Per un percorso di ricostruzione di una sinistra in italia popolare di massa partecipativa antiburocratca il manuale del prof. Augusto Graziani e un testo fondamentale.
Ma non solo per la sinistra italiana ma anche per i giovani del movimento 5 stelle, diciamolo un testo di ' buona scuola' per i ragazzi del movimento che vogliono andare oltre il populismo e confrontarsi con la scuola del materialismo storico, come metodologia di costruzioni di progetti e programmi politici.

Per iniziare abbiamo preso come riferimento per il nostro tentativo di divulgazione politica il capitolo sulla programmazione economica,
un capitolo breve ma importante in quanto il prof. Augusto Graziani ha avuto ruoli tecnici e politici nello studio e nell' attuazione della programmazione economica italiana.

Augusto Graziani è stato il piu grande economista italiano di politica economica cosi come Pasquale Saraceno e stato il piu grande economista aziendale italiano.
Il primo economista di sinistra il secondo fondatore del pensiero economico del cattolicesimo sociale.

Nel deserto progettuale e programmatico della sinistra italiana è necessario, doveroso ripartire dal pensiero economico e sociale di questi due grandi economisti.
Il progetto politico sociale COALIZIONE SOCIALE deve partire da questi economisti e ricostruire il movimento del lavoro inteso come accumulazione sociale del capitale.
Fuori da questa epistemologia della politica, di questa economia politica abbiamo solo il pensiero politico della destra neoliberista, piu o meno compassionevole.

UN PROGRAMMA COMUNE DELLA SINISTRA DEVE PARTIRE DALL' EURO NON INTESO COME MONETA MA COME SISTEMA DI RELAZIONI ECONOMICHE.
L' euro inteso non come moneta numeraria di circolazione dei beni e delle merci ma euro inteso come sistema dei prezzi sociali relativi tra stati.
L' euro quindi non è una moneta ma sistema di economia reale.

Il deserto programmatico della sinistra inizia e affoga nella mancanza di una analisi non sull' euro non sul linguaggio binario si o no euro , ma sul movimento dei capitali denominati euro.

IL PREAMBOLO POLITICO.

Prima di analizzare seguendo il percorso del prof. Graziani esclusivamente in termini divulgativi e politici, politici nel senso di tracciare segni per un programma comune delle sinistre con esclusione dei democratici italicumenisti, è importante avere un perimetro politico economico, il preambolo politico.
Questo preambolo politico si chiama PROGRAMMAZIONE ECONOMICA.

La centralità della parola chiave del programma cumune delle sinistre dovrà essere LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA.
Non solo delle sinistre italiana ma anche del movimento 5 stelle e della destra sociale.

In questo forum sono presenti 3 relazioni fondamentali su pianificazione economica ( Maurice Dobb) e programmazione economica. ( Veniero Del Punta) e i socialisti e la programmazione tra presente e futuro ( Archibugi ).
Qui :
viewtopic.php?f=8&t=896

La Programmazione Economica , uno schema di analisi.

Nella scrittura di un programma comune delle sinistre alternativo al modello economico neoliberista che sta portando l 'italia alla povertà tipica degli anni della guerra, il programma deve avere il suo centro di gravità nei BISOGNI da soddisfare, quindi non sul mercato ,no sui ' bisogni' del mercato, no sui ' bisogni' della burocrazia statale, ma su i 'bisogni' del popolo.
Dai bisogni necessari vedi pannolini per neonati basati sulla programmazione democrafica ai bisogni complessi dell' economia delle conoscenze, sistemi culturali open source per tutti e per tutte le età gratuiti, ai 'bisogni' dell' essere basati sulle soggettività degli individui arte e spettacolo ad esempio.
La programmazione economica e lo strumento per soddidfare i ' bisogni' neccessari del popolo e i 'bisogni' formativi dell' economia delle conoscenze. ( vedi l' analisi teoria dei bisogni di Heller
qui Dalla Teoria dei Bisogni al Nuovo Modello di Sviluppo
viewtopic.php?f=8&t=127

e l' analisi economia delle conoscenza degli eredi di pasquale saraceno, ambedue presenti in questo forum ).
qui : viewtopic.php?f=8&t=666

La programmazione economica è stata sviluppata con tre aree programmatiche.

1) programmazione economica democratica, trattasi di pianificazione economica ma con 2 varianti , democratica nel senso di pluralità di sistemi economici, sistema pubblico statale,
sistema cooperativo e sistema privato, democratica nel senso di partecipazione dei lavoratori e del sindacato alla stesura del piano economico ( il periodo di riferimento solitamente sono 5 anni ) .
2) programmazione economica INDICATIVA questa metodolgia è stata applicata in Italia, il fallimento è stato totale, si trattava di generici piani di natura indicativa per le aziende senza alcun potere da parte della commissione centrale, i piani erano disattesi dalle aziende.

3) Programmazione economica come strumenti di politica economica, è stato l' annullamento uffiaciale dei piani di programmazione economica, rimaneva un contenitore vuoto , rimaneva solo il formalismo lessicale.

In Italia abbiamo avuto la metodologia 2 con risultati deludenti e poi la metodologia 3 con risultati
inesistenti.

Augusto Graziani : La Programmazione Economica.
( continua )


Ultima modifica di antonio77 il 26/08/2016, 21:03, modificato 4 volte in totale.

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MessaggioInviato: 11/07/2015, 18:47 
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Iscritto il: 11/03/2012, 22:41
Messaggi: 103
LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA ( di Augusto Graziani ). (parte 1B ) ( versione provvisoria)
( capitolo 3 paragrafo 9 di lo sviluppo dell economia italiana) .
la programmazione economica tra economia e politica.

la programmazione economica e materia economica intesa anche come modelli matematici ma e soprattutto il regno della grande politica.
ai politici come vedremo ai grandi politici spetta l indicazione dei parametri quantitativi che sono anche parametri di qualità sociale, agli economisti spetta la realizzazione di questi parametri con sofisticati modelli econometrici.
il piano del lavoro della Cgil del 1948 (si veda la relazione di Santi presente in questo forum documento storico importantissimo) segna una autonomia programmatica della CGIL rispetto al PCI.
Qui secondo documento viewtopic.php?f=8&t=127&start=10

la CGIL trasforma il rapporto tempo spazio della politica facendo una proposta programmatica dentro l esistente ( la società capitalistica) seppur in una ottica di superamento del capitalismo , siamo alle riforme di stuttura. ( vedi la fondamentale relazione di Riccardo Lombardi 1 maggio 1976 presente in questo forum )
vedi ad esempio Riccardo Lombardi e Giorgio La Pira : Politica Economica.
viewtopic.php?f=8&t=127

il documento di riferimento per la moderna programmazione è stato il piano Vanoni 1954 .
La politica e il piano Vanoni.

perche nel 1954 il governo con il ministro Vanoni presentò un piano di programmazione economica ?
gli obiettivi erano 3 :

1) creare 4 milioni di nuovi posti di lavoro in 10 anni.
2) portare al pareggio la bilancia dei pagamenti
3) eliminare il divario di reddito tra regioni del nord e regioni del sud.
questi erano gli obiettivi di politica economica stabiliti dalla politica, ripetiamo stabiliti dalla politica.
Stabiliti dal sistema politico , denominato prima repubblica, sistema elettorale proporzionale puro , dal sistema dei partiti tra cui Partito Socialista, Democrazia Cristiana, Partito Comunista Italiano e Partito Repubblicano.

il compito degli economisti quando esisteva la politica era tradurre gli obiettivi strategici
in realizzazioni concrete.
i parametri stabiliti dagli economisti per tradurre I desiderata dei politici della grande politica erano :
a) aumento reale del reddito del 5% su base annua.
b) il rapporto capitale prodotto fosse di 3 a 4 come media dei vari settori produttivi
3 lire di investimento in capitale producevano 4 lire di produzione. non utilizziamo l euro in quanto non e una moneta dello stato dello stato italiano.
c) il rapporto capitale lavoro era in media1,5 milioni di lire , vi erano settori. a capitale intensivo che arrivano a 10 milioni di lire, quindi un piano di investimenti di 15 milioni di lire in settori 'medi' creavano 15 nuovi posti di lavoro.
d) un aumento della produttività del lavoro del 3% annuo.
e) un tasso di risparmio sul prodotto interno lordo del 18 %, che significa 5 % incremento del reddito reale.
il concetto di risparmio richiede approfondimenti tra la funzione della propensione marginale al consumo funzione economica keynesiana e la pianificazione degli obiettivi nella pianificazione economica sovietica.
Due degli obbiettivi I 4 milioni di occupati e il pareggio della bilancia dei pagamenti , un forte aumento del PIL e quindi delle entrate fiscali furono raggiunti, non fu raggiunto l' obbiettivo della riduzione del gap economico e sociale tra Nord e Sud.
I ministri del bilancio che si occupavano di preparare I piani di programmazione economica erano Vanoni, Ugo La Malfa , e I socialisti Giolitti e Pieraccini , da segnalare il convegno di studio sulla pianificazione economica sovietica organizzato dal ministro Pieraccini.
Gli economisti che si occuparano di programmazione economica tra I tanti Pasquale Saraceno, Augusto Graziani e Paolo Sylos Labini.

Conclusioni :
non è il mercato capitalistico che determina lo sviluppo armonioso dell' occupazione ,del benessere sociale , la soddisfazione dei bisogni necessari e sovrastrtturali ma è lo stato con politiche di programmazione economica basate su modelli di soddisfazione dei bisogni primari e dei bisogni indotti , è la programmazione economica che impone uno sviluppo delle forze produttive sociale e non economicistico, è la programmzione economica che impone uno sviluppo tra settori economici basato sui bisogni dei popoli e non sui profitti, è la programmazione economica che pianifica anche il settore privatistico delle piccole aziende e degli artigiani e commercianti riducendo il rischio d ' impresa e di disoccupazione per i lavoratori, infine e la programmazione economica che impone una politica di distribuzione dei redditi.


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