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Forum per un "Congresso della Sinistra" ... sempre aperto • Come se ne viene fuori ? - Pagina 6
Pagina 6 di 586

Re: Come se ne viene fuori ?

Inviato: 14/04/2012, 21:18
da pancho
camillobenso ha scritto:Indovina ..indovinello

«È necessario andare oltre l' Udc - ha precisato - oltre il terzo polo che è stato fondamentale per questa fase politica. Oggi noi gettiamo il seme di un partito nazionale capace di legare gli italiani. Dobbiamo fare un salto di qualità creare una grande formazione moderna che sappia recuperare una politica alta e che permetta ai parlamentari, con una nuova legge elettorale, di tornare al contatto con la gente».

Domanda :

A cosa mira con questa precisazione (la milionesima), Pierazzurro Casini in Caltagirone?


A chi fornirà la risposta esatta verrà corrisposta una quota parte della rinuncia della Lega all’ultima tranche del finanziamento pubblico dei partiti.
A cosa mira Casini?
Semplice! Rifare la DC e probabilmente non gli sara' difficile visto il clima attuale.

Ma allora che aspettiano noi a fare un vero partito di sinistra ?
Aspettiamo che il PD imploda per recuperare i suoi resti o bisognera' "giocare"in anticipo?

Il nuovo progetto politico proposto in questi ultimi giorni ha si' un bell'obiettivo ma vedendo cosa stanno costruendo gli altri, e' sufficiente un'aggregazione multicolore fondata su Liberta' e Giustizia o bisogna andare subito su un partito d sinistra pronto poi a fare allenze anche con costoro? Per costoro intendo queste formazioni multicolori.

Non vorrei che succedesse quanto avvenuto recentemente e cioe' che prima o poi queste diversita' vengono fuori allo scoperto un'altra volta e quindi un'altra botta! Creso sara' allora l'ultima poiche non ce ne saranno altre.

Dove allora dovremmo mettere le ns, forze rimasteci? In una formazione multicolore o verso un vero partito di sinistra pronto cmq ad allearsi con qualsiasi formazione riformista seria ?

Non e' facile rispondere ma lo dovremo per forza di cose fare. Anche in fretta visto gli eventi.

un salutone

Re: Come se ne viene fuori ?

Inviato: 15/04/2012, 0:03
da pancho
@camillobenso
Allora, se volete farvi conoscere, fatelo voi come Moderazione, cercando di aggregare questi movimenti.
Ah certo! Qui la Moderazione e non solo noi, abbiamo davanti questo compito, oltre agli attuali.
Dopo ever definito questo ns."chi siamo" dovremo metterci alla ricerca di questi movimenti ed eventualmente creare un 3D per ogni movimento( es.tav, ponte sullo stretto, ricostruzione Aqulila etc..etc.).Certo sara' un iter graduale poiche dovremo misurarci con le ns. forze.

Nel frattempo, cerchiamo subito di darci da fare per individuare quali siano questi movimenti e vedere quale possa essere il gancio per contattarli dopodiche si decideranno le modalita' e le priorita',sempre secondo i ns. mezzi

Certamente questa e' una mia proposta personale che in questo momento stesso la sottopongo al vaglio anche degli altri moderatori.

un salutone

Re: Come se ne viene fuori ?

Inviato: 15/04/2012, 12:06
da peanuts
Sul discorso Vendola: come sapete, ho proposto la candidatura di Vendola come premier e mi pare giusto fare una rilfessione.
E' chiaro che le indagini devono andare avanti e si deve chiarire tutto. Non so bene cosa pensare, mi pare davvero strano che Vendola abbia commesso certi illeciti e, se fosse vero, ci rimarrei male, oltre a dover ovviamente smentire tutto quello che ho detto.
Mi auguro possa dimostrare l'estraneità ai fatti ma certamente dovrò dimostrarla e rispettare i giudici, come abbiamo sempre detto per tutti.

Re: Come se ne viene fuori ?

Inviato: 15/04/2012, 12:52
da shiloh
camillobenso ha scritto:Casini a caccia del voto moderato:
«Bisogna andare oltre l'Udc»



Il Ieader dell' Udc Pierferdinando Casini: «Oggi c'è più bisogno di noi di prima.
Alle prossime elezioni bisognerà presentarsi con un partito plurale che metta assieme diverse personalità, anche chi sta ora nel governo attuale».


il "partito plurale"
di Pierazzurro in tangenti Caltagirone mi sembra la versione politica delle nuove tipologie di alberghi che stanno prendendo piede nei vecchi centri storici:

"albergo diffuso" vengono chiamati.

funziona così,un esempio:

in una "vecchia piazza" si compra qualche pezzo di edificio o qualche stanza,anche non contigui,si ristrutturano e poi si affittano ai "clienti" dell'albergo.

lo spin center dell'iniziativa "alberghiera" risiede ovviamente nella "reception" che è locata non troppo lontano...

Re: Come se ne viene fuori ?

Inviato: 15/04/2012, 18:35
da camillobenso
Un problema in più

Ero intenzionato ad andare ad ascoltare Vendola alle 18,00 allo Spazio Arte ma leggendo queste note su Il Fatto Quotidiano me ne è passata la voglia.

Vendola: “Grillo? Populismo inquietante”

“Il rischio è che i voti della Lega vadano nel fiume sporco dell’antipolitica. Il rischio è che come nelle più brutte stagioni della nostra storia possa prevalere il peggio. Grillo è un fenomeno di populismo che non ha caratteristiche di prospettiva da offrire al Paese.” Così il governatore pugliese e presidente di Sel, Nichi Vendola, commenta a SkyTG24i sondaggi favorevoli al Movimento 5 Stelle “Il nostro problema è ricostruire la democrazia” – aggiunge Vendola – “il Movimento 5 Stelle è un fenomeno di populismo, io considero il populismo un nemico. Quando negli anni ’30 è crollata la democrazia, il populismo ha fatto nascere un’avventura drammatica”

15 aprile 2012


Da Wikipedia

La parola populismo può avere numerosi campi di applicazione ed è stata usata anche per indicare movimenti artistici e letterari, ma il suo ambito principale rimane quello della politica. In ambito letterario si intende per populismo la tendenza a idealizzare il mondo popolare come detentore di valori positivi.
Il largo uso che i politici e i media fanno del termine "populismo" ha contribuito a diffonderne un’accezione fondamentalmente priva di significato: è rilevabile infatti la tendenza a definire "populisti" attori politici dal linguaggio poco ortodosso e aggressivo i quali demonizzano le élite ed esaltano "il popolo"; così come è evidente che la parola viene usata tra avversari per denigrarsi a vicenda – in questo caso si può dire che "populismo" viene talvolta considerato dai politici quasi come un sinonimo di "demagogia".



E’ una pessima analisi per chi intende nel lungo tempo dare vita ad un partito della sinistra. Me lo sono fatto ripetere ieri mattina da un amico del Sel che ieri mattina distribuiva volantini al mercato: <<Di centrosinistra!!....>> ..<<.No, no,…..di sinistra>>.

Sembra che abbia ragione Wikipedia: “……così come è evidente che la parola viene usata tra avversari per denigrarsi a vicenda…..”

Siamo arrivati al 50 % che non intende andare a votare o ha dei dubbi. Le cronache di tutti i giorni spingono tutte in questa direzione.

Il Movimento 5 stelle rappresenta l’ultima stazione partitica prima di andare ad ingrossare le file di chi ha detto “basta!!...della politica non ne voglio più sapere”.

Non sono tempi questi in cui si può giocare esclusivamente sulle paure dell’avversario,…occorre fare delle proposte. La democrazia è convincere.

Se le file di Grillo si ingrossano è perché i partiti tradizionali non convincono. Se il consenso ai partiti ora è al 4 %, non deve stupire affatto che il Movimento 5 stelle sia diventato il terzo partito d’Italia.

Se non ci fosse il raccoglitore di Grillo in questo momento chi non intende andare a votare o non sa per chi votare ammonterebbe al 57 %,…….un gran bel successo per la politica italiana.

“Il rischio è che i voti della Lega vadano nel fiume sporco dell’antipolitica” dichiara Vendola.

E allora? Un partito razzista di estrema destra che ha supportato per dieci anni, per esclusivo interesse di potere, le peggiori nefandezze del berlusconismo e che in questi giorni disvela il proprio volto alla faccia dei merli che ci hanno sempre creduto dopo la tangente Enimont, dove pensa Nichi che possa votare? Forse il Sel?

Pure E. Scalfari ha bucato la scorsa settimana quando nel suo editoriale ha pronosticato che una parte dei voti in libera uscita dalla Lega sarebbe andata al Pd, il Partito defunto.

E’ stato smentito dai sondaggi di questa settimana, il Pd è in calo come è in calo la Lega e quel 6,6 % che oggi dichiara Mannehimer sul Corriere ci fa ben sperare in una sonora sconfitta alle prossime amministrative.

Se gli elettori vanno verso Grillo e non verso la sinistra è perché in questo momento in cui tutto precipita neppure il Sel offre una proposta attraente.

Si badi bene, non si tratta di bocciare a vita Vendola, solo che in questo frangente ha detto una vaccata e come tale, visto che non ci aiuta a venire fuori dal pantano ma si continua a fare la politica del novecento, deve essere stigmatizzata, altrimenti non si crescerà mai.

Re: Come se ne viene fuori ?

Inviato: 15/04/2012, 18:35
da camillobenso
Un problema in più

Ero intenzionato ad andare ad ascoltare Vendola alle 18,00 allo Spazio Arte ma leggendo queste note su Il Fatto Quotidiano me ne è passata la voglia.

Vendola: “Grillo? Populismo inquietante”

“Il rischio è che i voti della Lega vadano nel fiume sporco dell’antipolitica. Il rischio è che come nelle più brutte stagioni della nostra storia possa prevalere il peggio. Grillo è un fenomeno di populismo che non ha caratteristiche di prospettiva da offrire al Paese.” Così il governatore pugliese e presidente di Sel, Nichi Vendola, commenta a SkyTG24i sondaggi favorevoli al Movimento 5 Stelle “Il nostro problema è ricostruire la democrazia” – aggiunge Vendola – “il Movimento 5 Stelle è un fenomeno di populismo, io considero il populismo un nemico. Quando negli anni ’30 è crollata la democrazia, il populismo ha fatto nascere un’avventura drammatica”

15 aprile 2012


Da Wikipedia

La parola populismo può avere numerosi campi di applicazione ed è stata usata anche per indicare movimenti artistici e letterari, ma il suo ambito principale rimane quello della politica. In ambito letterario si intende per populismo la tendenza a idealizzare il mondo popolare come detentore di valori positivi.
Il largo uso che i politici e i media fanno del termine "populismo" ha contribuito a diffonderne un’accezione fondamentalmente priva di significato: è rilevabile infatti la tendenza a definire "populisti" attori politici dal linguaggio poco ortodosso e aggressivo i quali demonizzano le élite ed esaltano "il popolo"; così come è evidente che la parola viene usata tra avversari per denigrarsi a vicenda – in questo caso si può dire che "populismo" viene talvolta considerato dai politici quasi come un sinonimo di "demagogia".



E’ una pessima analisi per chi intende nel lungo tempo dare vita ad un partito della sinistra. Me lo sono fatto ripetere ieri mattina da un amico del Sel che ieri mattina distribuiva volantini al mercato: <<Di centrosinistra!!....>> ..<<.No, no,…..di sinistra>>.

Sembra che abbia ragione Wikipedia: “……così come è evidente che la parola viene usata tra avversari per denigrarsi a vicenda…..”

Siamo arrivati al 50 % che non intende andare a votare o ha dei dubbi. Le cronache di tutti i giorni spingono tutte in questa direzione.

Il Movimento 5 stelle rappresenta l’ultima stazione partitica prima di andare ad ingrossare le file di chi ha detto “basta!!...della politica non ne voglio più sapere”.

Non sono tempi questi in cui si può giocare esclusivamente sulle paure dell’avversario,…occorre fare delle proposte. La democrazia è convincere.

Se le file di Grillo si ingrossano è perché i partiti tradizionali non convincono. Se il consenso ai partiti ora è al 4 %, non deve stupire affatto che il Movimento 5 stelle sia diventato il terzo partito d’Italia.

Se non ci fosse il raccoglitore di Grillo in questo momento chi non intende andare a votare o non sa per chi votare ammonterebbe al 57 %,…….un gran bel successo per la politica italiana.

Il rischio è che i voti della Lega vadano nel fiume sporco dell’antipolitica” dichiara Vendola.

E allora? Un partito razzista di estrema destra che ha supportato per dieci anni, per esclusivo interesse di potere, le peggiori nefandezze del berlusconismo e che in questi giorni disvela il proprio volto alla faccia dei merli che ci hanno sempre creduto dopo la tangente Enimont, dove pensa Nichi che possa votare? Forse il Sel?

Pure E. Scalfari ha bucato la scorsa settimana quando nel suo editoriale ha pronosticato che una parte dei voti in libera uscita dalla Lega sarebbe andata al Pd, il Partito defunto.

E’ stato smentito dai sondaggi di questa settimana, il Pd è in calo come è in calo la Lega e quel 6,6 % che oggi dichiara Mannehimer sul Corriere ci fa ben sperare in una sonora sconfitta alle prossime amministrative.

Se gli elettori vanno verso Grillo e non verso la sinistra è perché in questo momento in cui tutto precipita neppure il Sel offre una proposta attraente.

Si badi bene, non si tratta di bocciare a vita Vendola, solo che in questo frangente ha detto una vaccata e come tale, visto che non ci aiuta a venire fuori dal pantano ma si continua a fare la politica del novecento, deve essere stigmatizzata, altrimenti non si crescerà mai.

Re: Come se ne viene fuori ?

Inviato: 15/04/2012, 19:09
da camillobenso
Dall’Uomo Qualunque al satiro arrabbiato

E così, secondo Swg il terzo partito italiano sarebbe quello fondato da Beppe Grillo. C’è qualcosa che si ripete in questo movimento tellurico profondo, ancora una volta, nella storia dell’Italia repubblicana. E insieme c’è qualcosa di assolutamente nuovo e inedito.

C’è, nei sondaggi che segnalano una avanzata tumultuosa del Movimento Cinque stelle una sorpresa che non è una sorpresa, perché sempre i media e i commentatori non hanno mai capito da dove arrivava la novità elettorale, il ruggito di protesta, l’invenzione che scompiglia le carte sulla scena. È successo tante volte, e accade ancora, ma la storia si ripete con caratteristiche assolutamente originali: nel momento della sua massima forza, il movimento Cinque stelle sta affrontando la sua prima vera crisi di crescita. Si trova a un bivio fra il salto di qualità e la precipitazione nelle spinte centrifughe.

Nel primo dopoguerra il movimento di Guglielmo Giannini, l’Uomo Qualunque, sorprese tutti conquistando un clamoroso 5, 3 % nelle lezioni del 1946. Partiti con una classe dirigente di prim’ordine, che avevano scritto la Costituzione e giocato un ruolo da protagonista nella Resistenza, come il partito d’Azione, si dissolvevano per mancanza di elettori, e i qualunquisti, invece, con il loro giornale strillato, e le loro parole d’ordine scarlatte, conquistavano un milione 200 mila voti. Pescavano consensi a destra e a sinistra, fondavano l’archetipo della critica alla “partitocrazia”, ma alla fine si sgonfiavano sul nodo cruciale della scelta fra destra e sinistra. Nel 1972 l’onda della protesta gonfiò a soppressa, e per una sola stagione, le vele del Movimento sociale, che arrivò a un clamoroso 9, 00 % al Senato (8. 6 % alla Camera) raddoppiando i voti della elezioni del 1978. Così come rapidamente erano arrivati, quei consensi – all’insegna del celebre “Boia chi molla ” – quasi si dimezzarono, solo quattro anni più tardi, dopo una scissione (quella di Democrazia Nazionale) che aveva portato via la maggior parte delle rappresentanze parlamentari.

Anche le diaspore a sinistra produssero sorprese. Nel 1976 tutti pensavano che la grande sorpresa arrivasse dal cartello della sinistra radicale raccolto sotto il pugno di Democrazia Proletaria. Anche qui c’era un giornale di riferimento – “il manifesto” – anche qui una grande delusione: i tre movimenti insieme presero appena l’ 1, 5 malgrado la grande visibilità mediatica, e il legame con i movimenti. E Gianfranco Pajetta commentò con feroce sarcasmo: “Si sono dovuti mettere insieme in tre per fare un prefisso telefonico”. Era la soddisfazione del partito istituzione che vede fallire l’assalto dei contestatori. L’altra grande sorpresa della storia politica italiana, ovviamente non prevista nemmeno in questo caso fu – nel 1992 – la valanga elettorale della Lega Nord di Umberto Bossi. Nelle elezioni precedenti aveva preso solo uno striminzito 0. 48 %, ma in quell’anno, in cui tutti gli analisti pronosticavano una inesistente “Onda Lunga” del garofano di Bettino Craxi – Bossi e i suoi raggiunsero un incredibile 8. 6 % e ben 55 deputati. Ancora non se ne era accorto nessuno, ma era finita la Prima Repubblica: “I barbari – come scrisse Giampaolo Pansa – hanno fatto cadere l’impero”.

Nel 1994 la sinistra esaltava la sua “gioiosa macchina da guerra ” e la valanga della sorpresa elettorale prese la via del partito di plastica di Silvio Berlusconi sulle ali degli spot martellanti e dei cieli azzurrini. Alle europee 1999, senza che nessuno ci avesse scommesso una lira (tranne loro che vendettero le frequenze della loro radio per finanziare la campagna elettorale) i radicali conquistarono il loro massimo storico con la famosa Lista Bonino: 8. 46 % dei voti e 5 deputati. Solo un anno dopo, alle Regionali quel consenso si dimezzava, per non tornare più. Ma a ben vedere i segnali anticipatori non mancano mai. Per i Radicali fu la campagna Bonino presidente. Per il movimento dei grillini i pesantissimi risultati delle elezioni regionali in Piemonte ed Emilia Romagna dove oggi ci sono 53 consiglieri comunali e due regionali del movimento.

Anche questa volta il consenso del movimento è trasversale. Anche questa volta c’è il successo di un organo di informazione del Terzo millennio, il blog di Grillo. Anche questa volta nel partito convivono un leader carismatico, lo stesso Grillo, e un numero due organizzativo che tesse le fila dietro le quinte, Gianroberto Casaleggio. E quando il movimento ha iniziato a essere determinante, anche il più postmoderno dei movimenti politici ha iniziato a dividersi. Le polemiche sono deflagrate. E proprio nella regione dove si era toccato il massimo dei consensi, l’Emilia.
Andrea De Franceschi, consigliere regionale viene crocifisso sul tema cruciale dei rimborsi elettorali. Poi un altro consigliere emiliano, Giovanni Favia, forse il più efficace dei comunicatori mediatici, viene fatto oggetto di attacchi via web che lo accusano, nientemeno di “Berlusconismo”. Il terzo scossone è l’espulsione di Valentino Tavolazzi consigliere comunale a Ferrara, accusato di voler “partitizzare” il movimento. Poi, Maurizio Pallante economista, scrive il programma dei grillini sui temi dell’energia, ignorando il dibattito accesissimo sul web. E poi se ne va pure lui.

La rivoluzione divora i suoi figli. Il carisma indiscutibile di Grillo talvolta diventa autocrazia. Così il grillismo, se si divide fra il sacerdote Casaleggio e gli eletti, rischia di implodere sul filo del suo traguardo: il trionfale ingresso in Parlamento. Se riesce il salto dalla web-democrazia alla rappresentanza, le Cinque stelle non saranno una meteora, e lasceranno un segno nella storia italiana.

Il Fatto Quotidiano, 15 Aprile 2012

Re: Come se ne viene fuori ?

Inviato: 15/04/2012, 19:31
da shiloh
camillobenso ha scritto:
...omissis...

Siamo arrivati al 50 % che non intende andare a votare o ha dei dubbi. Le cronache di tutti i giorni spingono tutte in questa direzione.

Il Movimento 5 stelle rappresenta l’ultima stazione partitica prima di andare ad ingrossare le file di chi ha detto “basta!!...della politica non ne voglio più sapere”.

Non sono tempi questi in cui si può giocare esclusivamente sulle paure dell’avversario,…occorre fare delle proposte. La democrazia è convincere.

Se le file di Grillo si ingrossano è perché i partiti tradizionali non convincono. Se il consenso ai partiti ora è al 4 %, non deve stupire affatto che il Movimento 5 stelle sia diventato il terzo partito d’Italia.

Se non ci fosse il raccoglitore di Grillo in questo momento chi non intende andare a votare o non sa per chi votare ammonterebbe al 57 %,…….un gran bel successo per la politica italiana.

Il rischio è che i voti della Lega vadano nel fiume sporco dell’antipolitica” dichiara Vendola.

E allora?
Un partito razzista di estrema destra che ha supportato per dieci anni, per esclusivo interesse di potere, le peggiori nefandezze del berlusconismo e che in questi giorni disvela il proprio volto alla faccia dei merli che ci hanno sempre creduto dopo la tangente Enimont, dove pensa Nichi che possa votare? Forse il Sel?
...omissis...

Se gli elettori vanno verso Grillo e non verso la sinistra è perché in questo momento in cui tutto precipita neppure il Sel offre una proposta attraente.

Si badi bene, non si tratta di bocciare a vita Vendola, solo che in questo frangente ha detto una vaccata e come tale, visto che non ci aiuta a venire fuori dal pantano ma si continua a fare la politica del novecento, deve essere stigmatizzata, altrimenti non si crescerà mai.

ottima osservazione che ritengo centri perfettamente il problema.

e visto che tu chiedi spesso soluzioni per la sinistra,in questo caso direi :
meno Vendola e più Pisapia,cioè meno populismo e demagogia e più concretezza.

camillobenso ha scritto:
...omissis...


Pure E. Scalfari ha bucato la scorsa settimana quando nel suo editoriale ha pronosticato che una parte dei voti in libera uscita dalla Lega sarebbe andata al Pd, il Partito defunto.

E’ stato smentito dai sondaggi di questa settimana, il Pd è in calo come è in calo la Lega e quel 6,6 % che oggi dichiara Mannehimer sul Corriere ci fa ben sperare in una sonora sconfitta alle prossime amministrative.

..omissis...

è evidente che Eugenio Scalfari ha sposato il partito del Presidente Napolitano e di conseguenza tenta di costruire una narrativa sul fatto che il PD abbia fatto bene ad entrare in questo governo di banchieri mannari e che il suo consenso sia stabile o in crescita perchè quella scelta è stata premiata dalla base elettorale del partito.

ma i numeri non hanno ideologia e sono magnificamente impietosi e ci dicono e gli dicono che continuando così,

a perdere un punto al mese,

il PD si presenterà alla vigilia delle politiche del 2013 con un consenso sotto al 20%.

la destra vincerà le elezioni...
e di conseguenza sul colle più alto si siederà il maniaco di Hardcore...a quel punto,se non altro,
Eugenio Scalfari dovrebbe piantarla di rompere le @@ con il "partito del Presidente"...

Re: Come se ne viene fuori ?

Inviato: 15/04/2012, 20:45
da pancho
camillobenso ha scritto:omissis-----

Si badi bene, non si tratta di bocciare a vita Vendola, solo che in questo frangente ha detto una vaccata e come tale, visto che non ci aiuta a venire fuori dal pantano ma si continua a fare la politica del novecento, deve essere stigmatizzata, altrimenti non si crescerà mai.
Certo che hai ragione su quanto da te detto. Il fatto e' che venuta ora( di ore ce ne sono passate a josa) di dire come stanno le cose e su dove vogliamo andare noi che contestiamo tutto questo
Nel post sotto avevo gia' posto degli interrogativi senza ricevere alcuna risposta.
http://forumisti.mondoforum.com/viewtop ... 2690#p2690

Ha tale riguardo, per essere chiari e chiamare pana al pane....ho inserito un'altro post che dal titolo csi capisce gia' tutto: http://forumisti.mondoforum.com/viewtopic.php?f=2&t=219.
Anche qui non vedo risposte.
Allora mi viene da pensare se siano veramente i vertiti ad essere "confusi" o questo non sono altro che l'immagine perfetta di noi stessi?
Cos'e' che li trattiene o ci trattiene?
Hanno(abbiamo)forse paura che sia un tema pericoloso che non rende parlare di socialismo in questo secolo e qundi, a scanso di equivoci, ci viene piu' facile parlare di sinistra sapendo poi che a questo termine si puo' dare qualsiasi definizione? Di sinistra parlano un po tutti. Dalla dx ai "cosidetti" extraparlamentari passando pure dal 3° polo.

E mo' che famo allura?(mix formidabile eh)

Cominciamo a schiarisci noi per primi cosa vogliamo e poi,casomai, critichiamo i vertici e se occorre li prendiamo pure a calci in culo.
Attualmente non succede ne l'uno ne l0altro e chissa' perche? :mrgreen:

un salutone da Juan

Re: Come se ne viene fuori ?

Inviato: 15/04/2012, 21:17
da camillobenso
@Pancho

Nel post sotto avevo gia' posto degli interrogativi senza ricevere alcuna risposta.
viewtopic.php?p=2690#p2690

>>>>

Dove allora dovremmo mettere le ns, forze rimasteci? In una formazione multicolore o verso un vero partito di sinistra pronto cmq ad allearsi con qualsiasi formazione riformista seria ?

Non e' facile rispondere ma lo dovremo per forza di cose fare. Anche in fretta visto gli eventi.


**

Quando ho scritto che nei dieci anni di permanenza sul forum ho fallito è riferito proprio a quanto sopra.

Io non credo che si possa cambiare tramite la violenza, perché ci sono esperienze significative che dimostrano il “vai via tu che mi inserisco io al potere”.

Gli unici cambiamenti che si possono consolidare nel tempo sono quelli culturali.

L’unica possibilità è la piazza elettronica, questo potente mezzo che ci consente di confrontarci 24 ore su 24 per 365 giorni all’anno, che ci consente non solo di comunicare da Susa a Trapani, ma da continente a continente.

Volendo è qui che si può costruire, cosa che non è stata possibile nei dieci anni trascorsi.

La Seconda Repubblica è morta e inevitabilmente davanti a noi abbiamo in teoria la Terza Repubblica se non succede altro.

E allora fuori le idee, con la raccomandazione di avere quell’apertura mentale di saperle discuterle fino in fondo senza alterarsi se non vengono condivise.

La democrazia è convincimento.