I troll sono fra noi?
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- Iscritto il: 17/01/2015, 9:10
I troll sono fra noi?
"Non fate i troll" sollecita nuovamente lucfig; stavolta lo fa nel thread "Scusate il ritardo", aperto da Rom http://forumisti.mondoforum.com/viewtop ... 460#p38460; concludendo con un perentorio "Discussione Chiusa!".
A me non è molto chiara la figura del troll, ma immagino che sia qualcuno che intenzionalmente operi per boicottare un forum.
Le forme o le modalità per "attentare" alla vita di un forum o per far allontanare i suoi frequentatori possono essere molteplici.
Penso che la prima azione di un troll sia quella di attaccare la disponibilità e la buona fede dei suoi iscritti per indurli, volta per volta, al fatidico "Uffa, ma chi me lo fa fare!".
Per farlo degenerare (in modo oggettivo) basterebbe manifestare disprezzo per i convincimenti dei singoli forumisti o ricorrere alle offese personali.
D'altronde si otterrebbe lo stesso risultato se si agisse per rendere il forum privo di mordente, noioso o inutile. È evidente che, in questo caso, la valutazione è strettamente soggettiva e dipende dai desiderata di base.
Il forum, comunque, rimane uno strumento per la comunicazione delle idee ed è tanto più efficace quanto più favorisce la loro lettura, per facilitarne il confronto e lo scambio. In questo modo risulta stimolante per tutti.
Io ho seguito Rom nella sua voglia di concorrere a far si che questo forum "diventasse più interessante", perché ho avuto più o meno le sue stesse impressioni e (suppongo) le stesse difficoltà a seguire le discussioni.
Altri, forse, ritengono di arricchire un thread riportando tutto quel che scrivono i giornalisti più qualificati sulla carta stampata (sobbarcandosi un lavoro non indifferente, sia ben chiaro); ma io, che sono nauseato (al pari di tanti) del "solito bollito" di tali professionisti, vengo disturbato (forse infastidito) da questi frequenti, numerose e lunghe riproposizioni delle loro opinioni e ho difficoltà a trovare gli interventi dei forumisti, le sole cose che mi piace seguire.
Per me diventa tortuosa la lettura e mi vacilla lo stimolo di continuare a comunicare; dubito, infatti, che gli abituali o occasionali frequentatori arriveranno a leggere quel che scrivo o che avranno la bontà di ricercare quel che passa per la mente dei cittadini.
Queste sono le mie uniche motivazioni a frequentare un forum, ed apprezzo che qualcuno (Rom) abbia esternato quasi con caparbietà questa mia sensazione ... (non penso, proprio, che un troll si preoccupi di rendere vivo e interessante il forum, per come ha suggerito ampiamente ed in tutte le salse Rom).
Chi vuole può ritenere queste mie parole come un ulteriore tentativo di un troll, per me sono soltanto un modo per ricambiare l'accoglienza ricevuta finora, con la volontà di contribuire a rendere più vivo questo forum.
A me non è molto chiara la figura del troll, ma immagino che sia qualcuno che intenzionalmente operi per boicottare un forum.
Le forme o le modalità per "attentare" alla vita di un forum o per far allontanare i suoi frequentatori possono essere molteplici.
Penso che la prima azione di un troll sia quella di attaccare la disponibilità e la buona fede dei suoi iscritti per indurli, volta per volta, al fatidico "Uffa, ma chi me lo fa fare!".
Per farlo degenerare (in modo oggettivo) basterebbe manifestare disprezzo per i convincimenti dei singoli forumisti o ricorrere alle offese personali.
D'altronde si otterrebbe lo stesso risultato se si agisse per rendere il forum privo di mordente, noioso o inutile. È evidente che, in questo caso, la valutazione è strettamente soggettiva e dipende dai desiderata di base.
Il forum, comunque, rimane uno strumento per la comunicazione delle idee ed è tanto più efficace quanto più favorisce la loro lettura, per facilitarne il confronto e lo scambio. In questo modo risulta stimolante per tutti.
Io ho seguito Rom nella sua voglia di concorrere a far si che questo forum "diventasse più interessante", perché ho avuto più o meno le sue stesse impressioni e (suppongo) le stesse difficoltà a seguire le discussioni.
Altri, forse, ritengono di arricchire un thread riportando tutto quel che scrivono i giornalisti più qualificati sulla carta stampata (sobbarcandosi un lavoro non indifferente, sia ben chiaro); ma io, che sono nauseato (al pari di tanti) del "solito bollito" di tali professionisti, vengo disturbato (forse infastidito) da questi frequenti, numerose e lunghe riproposizioni delle loro opinioni e ho difficoltà a trovare gli interventi dei forumisti, le sole cose che mi piace seguire.
Per me diventa tortuosa la lettura e mi vacilla lo stimolo di continuare a comunicare; dubito, infatti, che gli abituali o occasionali frequentatori arriveranno a leggere quel che scrivo o che avranno la bontà di ricercare quel che passa per la mente dei cittadini.
Queste sono le mie uniche motivazioni a frequentare un forum, ed apprezzo che qualcuno (Rom) abbia esternato quasi con caparbietà questa mia sensazione ... (non penso, proprio, che un troll si preoccupi di rendere vivo e interessante il forum, per come ha suggerito ampiamente ed in tutte le salse Rom).
Chi vuole può ritenere queste mie parole come un ulteriore tentativo di un troll, per me sono soltanto un modo per ricambiare l'accoglienza ricevuta finora, con la volontà di contribuire a rendere più vivo questo forum.
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- Iscritto il: 21/02/2012, 22:55
Re: I troll sono fra noi?
Il dichiarato intento da parte vostra di migliorare questo forum è apprezzabile.Io ho seguito Rom nella sua voglia di concorrere a far si che questo forum "diventasse più interessante"
Avete detto la vostra nessuno lo ha impedito e molto probabilmente avrà o potrà
produrre qualche miglioramento nel senso da voi voluto.
Detto ciò bisogna darsi una regolata evitando insistenze fastidiose.
È come per la musica, cosa meravigliosa, è bella e gradevole solo se c'è armonia...
se si pigia sempre lo stesso tasto si fa cosa molto sgradevole e si rompe l'armonia.
Un saluto erding
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- Iscritto il: 17/01/2015, 9:10
Re: I troll sono fra noi?
Hai ragione, si cerca di suggerire ai suonatori di adoperare le dita di ambedue mani.erding ha scritto:È come per la musica, cosa meravigliosa, è bella e gradevole solo se c'è armonia...
se si pigia sempre lo stesso tasto si fa cosa molto sgradevole e si rompe l'armonia.
Tutti hanno le orecchie ...
Anche chi entra nella tua stanza ha i tuoi stessi occhi ma solo lui si accorge che stai leggendo senza renderti conto dell'avanzare del buio e ti accende la lampada.
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- Iscritto il: 24/02/2012, 18:16
Re: I troll sono fra noi?
Io al contrario talvolta apprezzo quel lavoro di selezione dei vari articoli di professionisti della carta stampata, che alle volte mi sfuggono, riportati al fine di comprendere meglio quanto si sta discutendo qui sul forum, se non mi interessa , passo oltre, però a qualcun altro potrebbe interessare, non ne faccio per niente un problema.iafran , tu scrivi
Altri, forse, ritengono di arricchire un thread riportando tutto quel che scrivono i giornalisti più qualificati sulla carta stampata (sobbarcandosi un lavoro non indifferente, sia ben chiaro); ma io, che sono nauseato (al pari di tanti) del "solito bollito" di tali professionisti, vengo disturbato (forse infastidito) da questi frequenti, numerose e lunghe riproposizioni delle loro opinioni e ho difficoltà a trovare gli interventi dei forumisti, le sole cose che mi piace seguire.
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- Iscritto il: 09/01/2015, 10:40
Re: I troll sono fra noi?
Chiamasi anche tolleranza.però a qualcun altro potrebbe interessare, non ne faccio per niente un problema.
Vivi e lascia vivere.
Se nella "sezione di partito" qualcuno portasse ogni giorno i giornali più importanti
e facesse la rassegna stampa, io come militante apprezzerei il lavoro.
E credo tutti qui nella vita reale farebbero lo stesso.
Non capisco perchè invece nel forum alcuni si siano scandalizzati.
soloo42001
Ultima modifica di soloo42001 il 31/03/2015, 14:12, modificato 1 volta in totale.
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- Iscritto il: 22/02/2012, 10:21
Re: I troll sono fra noi?
Anch'io trovo interessante l'uso della "rassegna stampa" come metodo di discussione.
_____________________
«Non si discute per aver ragione, ma per capire» (Peanuts)
_____________________
«Non si discute per aver ragione, ma per capire» (Peanuts)
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- Iscritto il: 21/02/2012, 22:55
Re: I troll sono fra noi?
Il suggerimento è stato dato, ora OK.iafran ha scritto:Hai ragione,si cerca di suggerire ai suonatori di adoperare le dita di ambedue mani.erding ha scritto:È come per la musica, cosa meravigliosa, è bella e gradevole solo se c'è armonia...
se si pigia sempre lo stesso tasto si fa cosa molto sgradevole e si rompe l'armonia.
Tutti hanno le orecchie ...
Anche chi entra nella tua stanza ha i tuoi stessi occhi ma solo lui si accorge che stai leggendo senza renderti conto dell'avanzare del buio e ti accende la lampada.
Perchè continuare a pigiare lo stesso tasto?
Si produce solo una cacofonia e niente altro.
A meno che l'intento è quello di... organizzare la disorganizzazione.
È questo che si vuole??
un saluto erding
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- Iscritto il: 17/01/2015, 9:10
Re: I troll sono fra noi?
Questo pensiero può venire quando ci si sente nel giusto e si ritiene (a priori) qualsiasi critica inaccettabile e, quindi, disfattista.erding ha scritto:A meno che l'intento è quello di... organizzare la disorganizzazione.
È questo che si vuole??
Se si vuole gestire un club privato ... il direttore dispone. Se si vuole, invece, comunicare con chi non si conosce le strade ed i modi sono totalmente diversi.soloo42001 ha scritto:Se nella "sezione di partito" qualcuno portasse ogni giorno i giornali più importanti
e facesse la rassegna stampa, io come militante apprezzerei il lavoro.
E credo tutti qui nella vita reale farebbero lo stesso.
Non capisco perchè invece nel forum alcuni si siano scandalizzati.
In Italia da quando le "sezioni di partito" sono state costrette a demandare tutto ai rappresentanti politici (e ad obbedire ai loro disegni personali) ci troviamo con uno sfacelo che non accenna a risolversi. I "lor signori" si sono sentiti onnipotenti, capaci, con la verità in bocca e, quindi, salvatori della patria, intoccabili ... vampiri dei sudditi.
Adesso, mi sembra che ci si debba adoperare per far contare di più i cittadini, per dare loro voce ed orecchie, facendoli rapportare ad altre decine di milioni (50), per dissentire, ma anche per agire in autonomia e per proporre una loro rappresentanza politica.
Nessuno si spiega il successo del M5S in modo alternativo a quello che può dare un "renzusconi" o uno "speranza" qualsiasi?
Bisogna per forza pensare di ricondurre il dissenso sulla retta via (la solita dei partiti tradizionali)?
Io tendenzialmente sono per il metodo scientifico e che l'oggi possa essere sempre migliorato domani.
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- Iscritto il: 21/02/2012, 19:25
Re: I troll sono fra noi?
iafran ha scritto:Questo pensiero può venire quando ci si sente nel giusto e si ritiene (a priori) qualsiasi critica inaccettabile e, quindi, disfattista.erding ha scritto:A meno che l'intento è quello di... organizzare la disorganizzazione.
È questo che si vuole??
Se si vuole gestire un club privato ... il direttore dispone. Se si vuole, invece, comunicare con chi non si conosce le strade ed i modi sono totalmente diversi.soloo42001 ha scritto:Se nella "sezione di partito" qualcuno portasse ogni giorno i giornali più importanti
e facesse la rassegna stampa, io come militante apprezzerei il lavoro.
E credo tutti qui nella vita reale farebbero lo stesso.
Non capisco perchè invece nel forum alcuni si siano scandalizzati.
In Italia da quando le "sezioni di partito" sono state costrette a demandare tutto ai rappresentanti politici (e ad obbedire ai loro disegni personali) ci troviamo con uno sfacelo che non accenna a risolversi. I "lor signori" si sono sentiti onnipotenti, capaci, con la verità in bocca e, quindi, salvatori della patria, intoccabili ... vampiri dei sudditi.
Adesso, mi sembra che ci si debba adoperare per far contare di più i cittadini, per dare loro voce ed orecchie, facendoli rapportare ad altre decine di milioni (50), per dissentire, ma anche per agire in autonomia e per proporre una loro rappresentanza politica.
Nessuno si spiega il successo del M5S in modo alternativo a quello che può dare un "renzusconi" o uno "speranza" qualsiasi?
Bisogna per forza pensare di ricondurre il dissenso sulla retta via (la solita dei partiti tradizionali)?
Io tendenzialmente sono per il metodo scientifico e che l'oggi possa essere sempre migliorato domani.
E' qui, caro amico, che secondo me ti sbagli. Addossare tutta la colpa ai rappresentanti di partito e' tropoo facile. Non si fa in questo modo un'analisi completa.In Italia da quando le "sezioni di partito" sono state costrette a demandare tutto ai rappresentanti politici (e ad obbedire ai loro disegni personali) ci troviamo con uno sfacelo che non accenna a risolversi. I "lor signori" si sono sentiti onnipotenti, capaci, con la verità in bocca e, quindi, salvatori della patria, intoccabili ... vampiri dei sudditi.
NOI dove eravamo in quel momento?
Avevamo i forconi per prenderci il mal tolto?
Non possiamo sempre aspettare che siano gli altri a venirci incontro. Altri che sono stati eletti da noi, peraltro.
In tutte le situazioni siano esse politiche o non le conquiste le dobbiamo fare solamente noi e quando dico noi intendo non sederci davanti alla TV o al bar ma vivere continuamente partecipando alla cosa pubblica.
E' una trasformazione completa di come si deve intendere la politica difronte ad un essere umano che per sua natura, purtroppo, e' egoista e guindi attratto a qualsiasi cosa a lui convenga.
Il successo del M5S dimostra solo che c'e' un'inquietudine di un popolo che non si sente rappresentato e quindi non faccia gli interessi di tutti ma non affronta il vero problema che ho cercato di descrivere sopra.
Se un popolo non intende partecipare attivamente alla gestione della cosa pubblica non puio' poi giustificarsi se colui che ha eletto rubi o faccia soltanto gli interessi personali o della sua casta.
La democrazia, essendo questa non perfetta,ha assolutamente bisogni di partecipazione per avere un minimo di giustizia sociale.
Quindi, ben vengano nuove formazioni ma non risolveranno il problema della giustizia sociale se questo benedetto popolo non si metterà in testa che parte del suo tempo lo deve impegnare per la sua comunita.
Diversamente non ne verrà fuori e saremo sempre qui a discutere di che? Se esistono i ladri e come combatterli? Certo anche di questo si dovra' discutere ma prima dobbiamo dare una struttura diversa sul come far funzionare la democrazia.
PARTECIPAZIONE!! e questa ce la dobbiamo prendere con le lotte e coi forconi senza aspettare che sia il buon eletto di turno a risolvercelo.
Tutto io resto e' nulla o cmq poca cosa
un salutone
Cercando l'impossibile, l'uomo ha sempre realizzato e conosciuto il possibile, e coloro che si sono saggiamente limitati a ciò che sembrava possibile non sono mai avanzati di un sol passo.(M.A.Bakunin)
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- Iscritto il: 29/01/2015, 12:46
Re: I troll sono fra noi?
I troll, come ogni nemico reale o immaginario, servono se non altro a mostrare come reagisce il gruppo che si sente minacciato, e fanno uscire allo scoperto pensieri e retropensieri, che diventano una forma di auto-coscienza.
Ho il ricordo lontano, che risale agli anni dell'infanzia, delle conversazioni tra mia madre e le sue amiche, nel piano terra della nostra casa di Monteverde Vecchio: una strada appartata e solitaria, che al calare della sera si animava di ombre. Bastava un lieve soffiare di vento per avere la sensazione di vivere nel mondo delle favole, nel quale gli oggetti familiari e gli alberi dei villini intorno acquistavano vita propria e parlavano tra loro - così sembrava a me, che durante il giorno riempivo quello stesso posto di giochi fiduciosi, insieme con altri ragazzini.
Mia madre era poco più che adolescente, allora, e perfino più bambina di me, come per altro è rimasta per tutta la vita. In quelle ombre incombenti la voce da squillante com'era durante il giorno, quando cantava rassettando i letti, si trasformava in un mormorio cauto. Lei e le amiche diventavano un gruppo raccolto intorno a una luce, e la conversazione si riempiva di racconti. Di paure, di presenze e di assenze, e la luce che ne disegnava i volti diventava calore.
Io, in un angolo, guardavo quel gruppo di donne, ascoltavo quei racconti, acquistando la percezione fisica di "ciò che è fuori", e l'intuizione di tutte le facce segrete del mondo che il buio svelava, riflesse nella mia immaginazione.
Poi, passato quel tempo, abbiamo abbandonato Monteverde per altre zone di Roma, vorrei dire più pasoliniane, se non fosse che Pasolini abbia scelto proprio Monteverde per realizzare la sua aspirazione di avere una casa, una volta superati gli anni difficili.
Per me, dopo, anche molto dopo, Monteverde è rimasto il luogo dove mia madre è sempre adolescente e mio pade una figura che si allontana sul marciapiedi, dopo avermi fatto una carezza sulla fronte sudata, scostandomi i capelli tagliati corti corti.
Ho il ricordo lontano, che risale agli anni dell'infanzia, delle conversazioni tra mia madre e le sue amiche, nel piano terra della nostra casa di Monteverde Vecchio: una strada appartata e solitaria, che al calare della sera si animava di ombre. Bastava un lieve soffiare di vento per avere la sensazione di vivere nel mondo delle favole, nel quale gli oggetti familiari e gli alberi dei villini intorno acquistavano vita propria e parlavano tra loro - così sembrava a me, che durante il giorno riempivo quello stesso posto di giochi fiduciosi, insieme con altri ragazzini.
Mia madre era poco più che adolescente, allora, e perfino più bambina di me, come per altro è rimasta per tutta la vita. In quelle ombre incombenti la voce da squillante com'era durante il giorno, quando cantava rassettando i letti, si trasformava in un mormorio cauto. Lei e le amiche diventavano un gruppo raccolto intorno a una luce, e la conversazione si riempiva di racconti. Di paure, di presenze e di assenze, e la luce che ne disegnava i volti diventava calore.
Io, in un angolo, guardavo quel gruppo di donne, ascoltavo quei racconti, acquistando la percezione fisica di "ciò che è fuori", e l'intuizione di tutte le facce segrete del mondo che il buio svelava, riflesse nella mia immaginazione.
Poi, passato quel tempo, abbiamo abbandonato Monteverde per altre zone di Roma, vorrei dire più pasoliniane, se non fosse che Pasolini abbia scelto proprio Monteverde per realizzare la sua aspirazione di avere una casa, una volta superati gli anni difficili.
Per me, dopo, anche molto dopo, Monteverde è rimasto il luogo dove mia madre è sempre adolescente e mio pade una figura che si allontana sul marciapiedi, dopo avermi fatto una carezza sulla fronte sudata, scostandomi i capelli tagliati corti corti.
Eravamo giovani, eravamo arroganti, eravamo ridicoli, eravamo eccessivi, eravamo avventati. Eravamo bandiere rosse. E avevamo ragione.
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